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LinkedIn per le aziende: cosa pubblicare quando non hai notizie

La pagina LinkedIn aziendale resta ferma perché «non abbiamo novità»? Dieci idee di post per le aziende che vendono ad altre aziende, anche nei mesi più tranquilli.

Cassetta degli attrezzi con fogli
In breve
  • Su LinkedIn non servono solo notizie: funzionano esperienza, consigli pratici e storie di lavoro.
  • Ogni azienda ha già il materiale: domande dei clienti, lavori fatti, dietro le quinte, persone.
  • Meglio un post a settimana costante che dieci in un mese e poi il silenzio.

La pagina LinkedIn dell’azienda è stata aperta con entusiasmo, poi l’ultimo post è di sei mesi fa. Il motivo è quasi sempre lo stesso: «non abbiamo notizie da dare». Ma su LinkedIn per le aziende le notizie sono solo una piccola parte di quello che funziona. Il resto è esperienza, e quella non manca mai.

Un portatile mostra la pagina di un'azienda con tre post: Consiglio pratico, Dietro le quinte, Lavoro finito
Consigli, dietro le quinte, lavori finiti: il materiale c’è già.

Perché conviene esserci con costanza

Chi deve scegliere un fornitore controlla la sua pagina LinkedIn per capire se l’azienda è solida, attiva, competente. Una pagina ferma trasmette l’impressione opposta, anche se l’azienda lavora benissimo. Pubblicare con regolarità serve prima di tutto a questo: mostrare che ci siete e che sapete di cosa parlate.

Dieci idee di post, senza notizie

  1. La domanda della settimana. Una domanda che un cliente vi ha fatto davvero, con la risposta.
  2. Un errore comune. Quello che vedete fare spesso nel vostro settore, e come evitarlo.
  3. Un lavoro raccontato. Il problema del cliente, cosa avete fatto, il risultato. Con il suo permesso.
  4. Dietro le quinte. Il magazzino, l’officina, un collaudo, la preparazione di una fiera.
  5. Le persone. Chi fa cosa in azienda, da quanti anni, cosa ama del suo lavoro.
  6. Un numero. Quanti interventi in un anno, quanti chilometri percorsi, quante ore di formazione.
  7. Un consiglio stagionale. Cosa controllare prima dell’inverno, cosa preparare prima della ripresa.
  8. Un confronto. Due soluzioni a confronto, con pro e contro onesti.
  9. Una novità del settore. Una norma, una tecnologia, un cambiamento: cosa significa per i vostri clienti.
  10. Un articolo del blog. Ripreso in poche righe, con il link per chi vuole approfondire.

Quello che per voi è normale lavoro, per un cliente è spesso un’informazione preziosa.

Come scrivere un post che si legge

  • Parti forte. Le prime due righe sono quelle che si vedono prima del «vedi altro»: devono incuriosire.
  • Frasi brevi, righe corte. Si legge quasi sempre dal telefono.
  • Un’immagine vera. Una foto reale dell’azienda funziona meglio di un’immagine di repertorio.
  • Documenti a scorrimento. Un PDF di cinque o sei pagine con un consiglio per pagina è uno dei formati più efficaci.
  • Chiudi con una domanda o un invito, per far partire la conversazione.

Pagina aziendale e profili personali

Su LinkedIn i profili delle persone raggiungono in genere più contatti della pagina aziendale. Quando i titolari o i collaboratori condividono e commentano i post dell’azienda, la loro rete li vede. Non serve che diventino tutti autori: basta qualche condivisione ragionata.

Un metodo per non fermarsi

Raccogliete le idee in un unico posto durante il mese, poi dedicate un’ora a trasformarle in post e a programmarle. Lo spieghiamo passo per passo nell’articolo sul calendario editoriale. Se preferite che i contenuti li prepariamo noi (testi, foto, grafiche), scriveteci: voi approvate, noi prepariamo.

Domande frequenti

Quante volte a settimana conviene pubblicare su LinkedIn?

Per una pagina aziendale uno o due post a settimana sono un buon ritmo. Conta più la costanza della quantità.

Meglio pubblicare dalla pagina aziendale o dal profilo personale?

Entrambi. La pagina è la vetrina ufficiale; i profili personali portano i contenuti a più persone. Le due cose funzionano meglio insieme.

Si possono mettere link esterni nei post?

Sì. Molti preferiscono scrivere il post completo e mettere il link a fine testo o nel primo commento, così il post si legge anche senza cliccare.