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La pagina contatti perfetta, campo per campo

La pagina contatti è quella dove un visitatore diventa cliente. Cosa deve contenere, quali campi mettere nel modulo (e quali togliere) per ricevere più richieste e più utili.

Telefono a disco
In breve
  • La pagina contatti è quella in cui un visitatore diventa un contatto: ogni ostacolo in più fa perdere richieste.
  • Pochi campi, ma quelli giusti: nome, email, telefono facoltativo, messaggio, e al massimo una o due domande che aiutano a rispondere meglio.
  • Accanto al modulo servono alternative: telefono, email, indirizzo, orari, e la promessa di quando risponderai.

Di tutte le pagine del sito, la pagina contatti è quella che conta di più: è il punto in cui un visitatore decide di diventare un cliente. Eppure spesso è la più trascurata, con un modulo lungo, qualche dato sparso e nessuna indicazione su cosa succederà dopo. Vediamola campo per campo.

In alto: un titolo che invita

«Contatti» è corretto, ma dice poco. Un titolo come «Raccontaci il tuo progetto» o «Chiedi un preventivo» fa capire cosa ci si aspetta. Sotto, una riga che tranquillizzi: «Rispondiamo entro un giorno lavorativo».

Un portatile su una scrivania mostra un modulo contatti essenziale con nome, email, telefono, messaggio, consenso privacy e pulsante Invia
Pochi campi, chiari, e un solo pulsante: un modulo che si compila in un minuto.

Il modulo, campo per campo

  • Nome. Un solo campo, non nome e cognome separati.
  • Email. Obbligatoria, con un controllo che segnali gli errori di battitura.
  • Telefono. Facoltativo: chi preferisce essere chiamato lo lascerà.
  • Azienda. Utile se vendi ad altre aziende, anche facoltativa.
  • Di cosa hai bisogno? Un menù con tre o quattro opzioni aiuta a indirizzare subito la richiesta alla persona giusta.
  • Messaggio. Un campo ampio, con un esempio di cosa scrivere.
  • Privacy. Il link all’informativa e, se serve, una casella separata e facoltativa per la newsletter.

I campi da togliere

Indirizzo completo, codice fiscale, budget obbligatorio, «come ci hai conosciuto» obbligatorio: ogni campo in più riduce il numero di persone che arrivano in fondo. Chiedi solo quello che ti serve per rispondere bene alla prima richiesta. Il resto lo scoprirai parlando.

Ogni campo del modulo è una domanda: fai solo quelle di cui hai davvero bisogno.

Il pulsante

«Invia» è neutro. «Invia la richiesta» o «Chiedi il preventivo» dicono cosa succede. Il pulsante deve essere grande, ben visibile e comodo da premere anche dal telefono.

Dopo l’invio

Il messaggio di conferma è un’occasione, non una formalità. Ringrazia, ripeti quando risponderai, e proponi qualcosa da fare nell’attesa: leggere un caso simile, scaricare il catalogo, seguirvi sui social. Un’email automatica di conferma rassicura che la richiesta è arrivata.

Accanto al modulo

  • Telefono cliccabile, così dal cellulare basta un tocco;
  • email per chi preferisce scrivere direttamente;
  • indirizzo e mappa, se ricevi clienti in sede;
  • orari degli uffici;
  • chi risponde: un volto o un nome rendono tutto più umano.

Non solo una pagina

Il modo più rapido per contattarti dovrebbe essere raggiungibile da ogni pagina: un pulsante nel menu, un invito a fine pagina, il telefono in evidenza da mobile. Più è facile trovarti, più richieste arrivano. E controlla ogni tanto che il modulo funzioni davvero: capita più spesso di quanto si pensi che le richieste finiscano nello spam o non partano affatto.

Vuoi che diamo un’occhiata alla pagina contatti del tuo sito? Scrivici: ti diciamo cosa migliorare.

Domande frequenti

Quanti campi dovrebbe avere un modulo di contatto?

Il minimo indispensabile per rispondere bene: in genere tra tre e sei. Ogni campo in più riduce il numero di richieste completate.

Meglio il modulo o l’indirizzo email?

Entrambi. Il modulo aiuta a raccogliere le informazioni giuste, l’email serve a chi preferisce scrivere dal proprio programma di posta.

Come evito lo spam nei moduli?

Con sistemi di protezione invisibili o poco invadenti, che bloccano i messaggi automatici senza chiedere al visitatore di risolvere enigmi.