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La scheda Google dell’azienda: cinque campi che quasi tutti lasciano vuoti

La scheda Google dell'azienda è spesso la prima cosa che un cliente vede. Cinque campi che quasi tutti trascurano e che invece aiutano a comparire su Maps e nelle risposte delle IA.

Insegna con targa vuota
In breve
  • La scheda Google (Profilo dell’attività) compare nelle ricerche e su Maps, spesso prima del tuo sito.
  • Categorie secondarie, servizi, descrizione, foto e domande e risposte sono i campi più trascurati.
  • Una scheda completa e aggiornata aiuta a farsi trovare, anche dalle intelligenze artificiali che leggono questi dati.

Prova a cercare il nome della tua azienda su Google. A destra, o in alto dal telefono, compare un riquadro con indirizzo, orari, foto e recensioni: è la scheda Google dell’azienda, oggi chiamata Profilo dell’attività su Google. Per molti clienti è il primo contatto con te, ancora prima del sito. Eppure la maggior parte delle schede che vediamo è compilata a metà.

Uno smartphone mostra la scheda di un'attività locale con mappa, valutazioni, orari, servizi e foto
Orari, servizi e foto: i campi che rendono completa una scheda.

Perché vale la pena curarla

La scheda decide se compari nelle ricerche locali («noleggio escavatori vicino a me», «ricambi trattori Verona») e su Google Maps. Google premia le schede complete, precise e attive. In più, le informazioni della scheda vengono riprese anche dagli assistenti basati sull’intelligenza artificiale quando qualcuno chiede un fornitore in zona.

1. Le categorie secondarie

Tutti scelgono la categoria principale, pochi aggiungono le secondarie. Se sei un’officina che fa anche noleggio e vendita di ricambi, ognuna di queste attività è una categoria che ti fa comparire in ricerche diverse. Scegli quelle che descrivono davvero cosa fai, senza esagerare.

2. I servizi o i prodotti

C’è una sezione apposita per elencare servizi e prodotti, con una breve descrizione per ciascuno. Usa le parole che userebbe un cliente: non «soluzioni per la movimentazione», ma «noleggio carrelli elevatori». Queste voci aiutano Google a capire per quali ricerche mostrarti.

3. La descrizione

Hai 750 caratteri per dire chi sei, cosa fai, per chi e dove. Molti la lasciano vuota o la riempiono di slogan. Scrivila come se rispondessi a un cliente che ti chiede «di cosa vi occupate?»: frasi semplici, le attività principali, la zona servita, da quanti anni lavori.

4. Le foto, aggiornate

Se non carichi foto tu, lo fanno i clienti, e non sempre scelgono le inquadrature migliori. Aggiungi l’esterno della sede (aiuta a trovarla), gli interni, i prodotti, il lavoro in corso. Aggiornale qualche volta l’anno: una scheda con foto recenti sembra, ed è, un’attività viva.

5. Aggiornamenti e domande frequenti

Dalla scheda puoi pubblicare brevi aggiornamenti: una novità, un evento, un’offerta. Pochi lo fanno, ed è un modo semplice per mostrare che ci sei. Tieni d’occhio anche le domande che gli utenti fanno sulla scheda e rispondi tu, prima che risponda qualcun altro al posto tuo.

Una scheda completa lavora per te anche quando il telefono in ufficio non squilla.

Non dimenticare le recensioni

Le recensioni sono una parte fondamentale della scheda: contano per Google e contano per chi legge. Rispondi sempre, anche a quelle negative, con calma e cortesia. E chiedile ai clienti soddisfatti, nel modo giusto: ne parliamo in un articolo dedicato.

Vuoi che controlliamo la scheda della tua azienda? Scrivici: ti diciamo cosa manca e come sistemarlo.

Domande frequenti

La scheda Google dell’azienda è gratuita?

Sì, il Profilo dell’attività su Google è gratuito. Serve solo verificare di essere il titolare dell’attività.

Serve anche se l’azienda non riceve clienti in sede?

Sì. Si può indicare un’area servita invece dell’indirizzo, e la scheda continua a comparire nelle ricerche della zona.

Ogni quanto va aggiornata?

Orari e dati appena cambiano; foto e aggiornamenti almeno qualche volta l’anno. Una scheda attiva viene considerata più affidabile.